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Ottimo lavoro isometrico per alcuni secondi nella massima fase di contrazione, portando sempre all'esaurimento ogni serie (peak comtration).
venerdì 26 febbraio 2016
martedì 16 febbraio 2016
MONOTEMATICO BIOMECCANICA DELLA SPALLA
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Una giornata dedicata alla prevenzione e alla risoluzione dei
problemi legati al cingolo scapolare, con utili spunti pratici d'allenamento.
Aperto a tutti, addetti ai lavori e
semplici frequentatori di palestre perché la conoscenza non è mai
abbastanza.
domenica 10 gennaio 2016
MAL DI SCHIENA COMBATTERLO DEFINITIVAMENTE CON IL MOVIMENTO?
www.studiophisiofit.it
COSA BISOGNA SAPERE?
Almeno una volta nella vita abbiamo sofferto di mal di schiena, molto spesso ricorrendo alla assunzione di antidolorifici senza però approfondire le reali cause di questo disturbo, o peggio ancora abbiamo imparato a conviverci credendo che non ci sia nulla da fare o, se avanti con gli anni, che sia conseguenza dell’inevitabile processo di invecchiamento.
In realtà spesso le cause di questo fastidioso disturbo risiedono in un errato stile di vita, spesso sedentaria.
COME FUNZIONA LA NOSTRA SCHIENA?
La nostra schiena è formata dalla spina dorsale, il principale sostegno del nostro corpo.
I costituenti fondamentali della colonna vertebrale sono le vertebre, posizionate l’una sull’altra con varie caratteristiche, che insieme al nostro sistema di sostegno disco intervertebrale, nucleo polposo, legamenti e muscoli ci permettono costantemente di avere stabilità, mobilità e distribuzione corretta dei carchi sul tratto lombare in ogni posizione statica, dinamica da noi assunta.
Questo sistema è chiamato tonico posturale, funziona in maniera autonoma e dipendente dalle informazioni sensitive (tattili, podalica, visive, vestibolare e mandibolare).
Tutto ciò informa costantemente la nostra posizione nello spazio, attivando così gruppi muscolari di sostegno.
MA PERCHE’ HO SEMPRE IL MAL SCHIENA?
Le cause sono tantissime, basta avere un difetto visivo, uditivo, un piede piatto per avere una compromissione d’informazione sensoriale su tutto il sistema muscolare, con conseguenze di squilibri, compressioni e dolori.
Quindi quando s’instaura questo circuito d’inattività seguito da difetti strutturali con posture scorrette insorge il temuto dolore.
COSA BISOGNA FARE?
Allora, per interrompere questo meccanismo doloroso e di ricadute talvolta invalidante, e riportare il corpo meccanicamente in equilibrio, è necessario intervenire con esercizi posturali rieducativi propriocettivi, volti a riprogrammare il sistema sensoriale e muscolare.
Ripeto, se non stimoliamo costantemente un paio di volte a settimana il sistema sensoriale e la muscolatura tonico posturale non garantiamo bene gli automatismi di sostegno, compromettendo sempre di più la funzione motoria di tutto il corpo.
DOVE POSSO TROVARE QUESTO TIPO DI ATTIVITA’?
Presso il nostro studio, troverai un servizio qualitativo e personalizzato nel campo rieducativo posturale e funzionale propriocettivo con metodica J. R. Bourdiol – G. Bortolin, specializzata nel recupero funzionale con il pieno recupero degli automatismi funzionali di tutte le catene muscolari in statica e dinamica.
Il corretto movimento dunque é una straordinaria arma per prevenire e allontanare tutte le patologie cronico-degenerative causate da errate abitudini di vita e dall'inevitabile scorrere del tempo.
Da noi puoi trovare la giusta soluzione al tuo problema, non esitare a contattarci, siamo a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione.
Studio Phisiofit Latina Via San Carlo da Sezze 182 Prof. Ciro Abbruzzese 329-3547176,
Pt. Simona Spagni 349-5760779
e-mail: ciro.abbruzzesephisiofit@gmail.com / spagnisimona@gmail.com
COSA BISOGNA SAPERE?
Almeno una volta nella vita abbiamo sofferto di mal di schiena, molto spesso ricorrendo alla assunzione di antidolorifici senza però approfondire le reali cause di questo disturbo, o peggio ancora abbiamo imparato a conviverci credendo che non ci sia nulla da fare o, se avanti con gli anni, che sia conseguenza dell’inevitabile processo di invecchiamento.
In realtà spesso le cause di questo fastidioso disturbo risiedono in un errato stile di vita, spesso sedentaria.
COME FUNZIONA LA NOSTRA SCHIENA?
La nostra schiena è formata dalla spina dorsale, il principale sostegno del nostro corpo.
I costituenti fondamentali della colonna vertebrale sono le vertebre, posizionate l’una sull’altra con varie caratteristiche, che insieme al nostro sistema di sostegno disco intervertebrale, nucleo polposo, legamenti e muscoli ci permettono costantemente di avere stabilità, mobilità e distribuzione corretta dei carchi sul tratto lombare in ogni posizione statica, dinamica da noi assunta.
Questo sistema è chiamato tonico posturale, funziona in maniera autonoma e dipendente dalle informazioni sensitive (tattili, podalica, visive, vestibolare e mandibolare).
Tutto ciò informa costantemente la nostra posizione nello spazio, attivando così gruppi muscolari di sostegno.
MA PERCHE’ HO SEMPRE IL MAL SCHIENA?
Le cause sono tantissime, basta avere un difetto visivo, uditivo, un piede piatto per avere una compromissione d’informazione sensoriale su tutto il sistema muscolare, con conseguenze di squilibri, compressioni e dolori.
Quindi quando s’instaura questo circuito d’inattività seguito da difetti strutturali con posture scorrette insorge il temuto dolore.
COSA BISOGNA FARE?
Allora, per interrompere questo meccanismo doloroso e di ricadute talvolta invalidante, e riportare il corpo meccanicamente in equilibrio, è necessario intervenire con esercizi posturali rieducativi propriocettivi, volti a riprogrammare il sistema sensoriale e muscolare.
Ripeto, se non stimoliamo costantemente un paio di volte a settimana il sistema sensoriale e la muscolatura tonico posturale non garantiamo bene gli automatismi di sostegno, compromettendo sempre di più la funzione motoria di tutto il corpo.
DOVE POSSO TROVARE QUESTO TIPO DI ATTIVITA’?
Presso il nostro studio, troverai un servizio qualitativo e personalizzato nel campo rieducativo posturale e funzionale propriocettivo con metodica J. R. Bourdiol – G. Bortolin, specializzata nel recupero funzionale con il pieno recupero degli automatismi funzionali di tutte le catene muscolari in statica e dinamica.
Il corretto movimento dunque é una straordinaria arma per prevenire e allontanare tutte le patologie cronico-degenerative causate da errate abitudini di vita e dall'inevitabile scorrere del tempo.
Da noi puoi trovare la giusta soluzione al tuo problema, non esitare a contattarci, siamo a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione.
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mercoledì 23 dicembre 2015
VERI ATTIVATORI MUSCOLARI
www.studiophisiofit.it
QUALI SONO I TRE SISTEMI MUSCOLARI?
COSA BISOGNA SAPERE?
Il movimento nell'ambito neuro
funzionale è lo studio di tutti gli atti motori che l'essere umano
può svolgere nella sua sfera vitale.
L'uomo possiede tre
sistemi muscolari ben distinti, che rispondono a differenti tipi di lavoro,
diverse caratteristiche Metaboliche.
Ogni nervo è vettore di
impulsi di senso di diversa natura, questa eterogeneità esiste anche a livello
motorio, infatti ogni muscolo riceve stimoli multipli che provengono da diverse
zone encefaliche.
QUALI SONO I TRE SISTEMI MUSCOLARI?
Secondo i presupposti
funzionali il sistema muscolare, si divide in muscoli cinetici, muscoli
emozionali e tonico-posturali con diversa localizzazione cerebrale.
I muscoli sono costituiti
da molteplici fibre muscolari organizzate in unità motorie, ogni unità
comprende il neurone motorio più tutte le fibre muscolari innervate da
quest'ultimo.
La gran parte dei muscoli
sono formate da tre diversi tipi di unità motorie frammentate fra loro, quindi
la massima velocità di contrazione, la forza del grado di affaticamento di un
singolo muscolo, dipende dal tipo di fibre che sono presenti nel muscolo e
dalla qualità dello stimolo.
QUALI SONO I VERI
ATTIVATORI DEI MUSCOLARI?
I veri attivatori
muscolari sono i recettori sensitivi cutanei presenti nella pelle negli strati
superficiali con un numero e forma variabile.
Mi soffermerei sui recettori
di Meissner a livello plantare, meccanorecettori formati da terminazioni
nervose incapsulate situati negli strati superficiali della cute, costituiti da
un rivestimento connettivale al cui interno si trovano cellule epiteliali
avvolte da terminazioni afferente (si adattano ad un rapido stimolo di 50Hz).
Ad ogni stimolo esterno
(esterocettivo), unito al sistema recettoriali propriocettivo (fusi neuro
muscolari, organi dei Golgi neuro tendinei e Kinestesici articolari) attiva così
tutto il sistema muscolare, antigravitazionale e cinetico.
QUESTI RECETTORI
DIFFERENZIANO ANCHE L’ATTIVAZIONE DELLE FIBRE?
Si, in base alla qualità
dello stimolo dato, così si attivano i motoneuroni gamma o alfa, quindi segue
la contrazione di fibre intrafusali, o extrafusali.
Tutto ciò determina la funzione del muscolo, il tipo di fibra, il metabolismo, la velocità d'azione e la resistenza alla fatica.
Concludendo, più stimolo diamo ai recettori, più riceviamo una risposta motoria veloce, forte e potente.
Tutto ciò determina la funzione del muscolo, il tipo di fibra, il metabolismo, la velocità d'azione e la resistenza alla fatica.
Concludendo, più stimolo diamo ai recettori, più riceviamo una risposta motoria veloce, forte e potente.
.Contattaci
Prof.
Ciro Abbruzzese 329-3547176 e-mail: ciro.abbruzzesephisiofit@gmail.com
giovedì 17 dicembre 2015
AUMENTA LA QUALITÀ DEL TUO ALLENAMENTO
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Cosa bisogna sapere?
Come si aumenta la qualità?
Quindi un lavoro di stabilizzazione deve essere l’obiettivo prioritario?
Ti spiego, un buon lavoro di stabilizzazione aumenta la
propriocettività dei meccanorecettori muscolari, articolari e tendinei, captando
così l’articolazione in ogni suo movimento fisiologico volontario e automatico.
Qual è il momento più
adatto per inserire gli esercizi di stabilità in un allenamento?
È fondamentale sapere che in assenza di requisiti fisici
come, stabilità e sensorialità, le ripetizioni e gesti sportivi ripetuti per
lunghi tempi con un’intensità medio-alta, possano determinare un’azione meccanico-traumatica
sulla struttura muscolo-scheletrica, contratture e instabilità continue.
Come si aumenta la qualità?
La qualità si aumenta pianificando tutti gli obiettivi,
alternando periodi di carico e scarico senza mai tralasciare l’intensità,
frequenza, recupero, stabilizzazione e sensorialità.
Quindi un lavoro di stabilizzazione deve essere l’obiettivo prioritario?
Ricordo inoltre che ogni nostro gesto è il risultato di leve
meccaniche, avente un fulcro articolare, potenza muscolare e resistenza da
spostare.
Tutto ciò contribuisce ad un aumento di stabilità del
fulcro, seguito da un minor dispendio energetico, con l’incremento di forza e
potenza.
L’inserimento dipende dall’obiettivo che si vuole raggiungere.
Gli esercizi possono essere programmati per attivare la funzione muscolare,
rieducare un segmento muscolo-articolare post dolore o trauma, alzare l’intensità
della seduta, oppure enfatizzare le capacità di rapidità, resistenza, forza e
potenza.
Contatti:
Studio Phisiofit Latina www.studiophisifit.it
Prof Ciro Abbruzzese 329-3547176 e-mail: ciro.abbruzzesephisiofit@gmail.com
Pt. Simona Spagni 349-5760779 e-mail: spagnisimona@gmail.com
Pt. Simona Spagni 349-5760779 e-mail: spagnisimona@gmail.com
domenica 13 dicembre 2015
PROGRAMMARE UN LAVORO SENSORIALE PER I NOSTRI PIEDI..
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Conosciamo i nostri piedi?
Qual è la sua funzione?
Prof. Ciro Abbruzzese
Conosciamo i nostri piedi?
L’importanza del piede come base d’appoggio del nostro
organismo non va certo dimostrata. Ciò che è invece necessario approfondire la conoscenza
del piede come recettore informatore posturale e come pompa venosa e linfatica.
Qual è la sua funzione?
La complessità anatomo-funzionale permette al piede di
orientarsi nei diversi piani per presentare sempre un corretto appoggio al
suolo, modificare la curvatura delle volte per potersi adattare alle diverse
caratteristiche del terreno e creare inoltre tra il piano d’appoggio e la gamba
un sistema di ammortizzazione.
Qual è l’allenamento
da fare?
L’allenamento è basato su esercizi svolti con pedane
instabili attivando la sensorialità delle terminazioni nervose, facendo del
piede un informatore del sistema nervoso principalmente al livello della cute,
dei tendini, articolazioni e muscoli.
Si, questo tipo di stimolo associate a quelle provenienti da
altre fonti quali occhi, labirinto, mandibola, il sistema nervoso formulerà
costantemente risposte motorie neuromuscolari per il sistema involontario tonico-posturale,
pilastro di tutte le attività cinetiche.
Deve diventare un
vero obiettivo dell’allenamento?
L’allenamento sensoriale deve diventare un obiettivo
fondamentale nella programmazione dell’allenamento.
Prof. Ciro Abbruzzese
giovedì 10 dicembre 2015
LA BIOMECCANICA MUSCOLARE NELLA DEAMBULAZIONE
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La deambulazione sono successioni di movimenti ritmici alternati degli arti inferiori, bacino, tronco, arti superiori e capo che, determinano uno spostamento in avanti del centro di gravità, producendo così una serie di rototraslazioni di tutti i segmenti articolari interessati, per la progressione del corpo in avanti.
Non esiste volontarietà del gesto nel cammino, solo nel suo avvio, o nelle decisioni di cambio percorso o nell'arrestarsi.
Tutti i movimenti sono automatici con controllo cerebellare.
COSA VALUTIAMO DELL'APPOGGIO PLANTARE?
Fase di progressione del passo, il passo, il semi passo, l'angolo del passo, larghezza del passo.
LA BIOMECCANICA MUSCOLARE IN CHE FASE VA VALUTATA?
Nella fase di propulsione, spinta e arresto.
QUAL E' L'INTERVENTO MUSCOLARE DURANTE IL PASSO?
FASE B) CONTATTO PIANO D'APPOGGIO (flessori plantari, gastrocnemio, medio-piccolo gluteo, tensore della fascia lata)
FASE C) DISTACCO CON IL TALLONE (gran gluteo, flessori plantari, tibiale anteriore)
FASE D) SPINTA (muscoli intrinseci tibio-tarsici, quadricipite, ischiocruali, adduttori)
FASE 1°) OSCILLAZIONE (ileopsoas, sartorio, gracile)
FASE 2°) OSCILLAZIONE (flessori dorsali, ischiocruali, gran gluteo)
Prof. Ciro Abbruzzese
La deambulazione sono successioni di movimenti ritmici alternati degli arti inferiori, bacino, tronco, arti superiori e capo che, determinano uno spostamento in avanti del centro di gravità, producendo così una serie di rototraslazioni di tutti i segmenti articolari interessati, per la progressione del corpo in avanti.
Non esiste volontarietà del gesto nel cammino, solo nel suo avvio, o nelle decisioni di cambio percorso o nell'arrestarsi.
Tutti i movimenti sono automatici con controllo cerebellare.
COSA VALUTIAMO NEL CICLO DEL CAMMINO?
Fase d'appoggio, fase di oscillazione, fase di sospensioneCOSA VALUTIAMO DELL'APPOGGIO PLANTARE?
Fase di progressione del passo, il passo, il semi passo, l'angolo del passo, larghezza del passo.
LA BIOMECCANICA MUSCOLARE IN CHE FASE VA VALUTATA?
Nella fase di propulsione, spinta e arresto.
QUAL E' L'INTERVENTO MUSCOLARE DURANTE IL PASSO?
FASE A) CONTATTO CON IL TALLONE (quadricipite, ischiocruali, gran gluteo, ileopsoas controlaterale)
FASE C) DISTACCO CON IL TALLONE (gran gluteo, flessori plantari, tibiale anteriore)
FASE D) SPINTA (muscoli intrinseci tibio-tarsici, quadricipite, ischiocruali, adduttori)
FASE 1°) OSCILLAZIONE (ileopsoas, sartorio, gracile)
FASE 2°) OSCILLAZIONE (flessori dorsali, ischiocruali, gran gluteo)
Prof. Ciro Abbruzzese
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